Bagno giapponese: tutto sul washlet, il WC del futuro

Anche il sedere vuole essere sciacquato!”: mai slogan pubblicitario fu più convincente. Almeno in Giappone, dove l'azienda che agli inizi degli anni '80 lanciò su scala nazionale il washlet fece registrare un clamoroso boom di vendite. Da allora, il wc giapponese non è più lo stesso. E un popolo storicamente geloso delle proprie tradizioni si è lasciato conquistare da un oggetto innovativo, studiato apposta per soddisfare l'attenzione maniacale per l'igiene che è tipica del paese del Sol Levante. Oggi oltre il 70% delle abitazioni in Giappone ne sono dotate. E il resto del mondo è pronto a farsi conquistare. Ma cos'è esattamente il washlet?

 

Washlet, tecnologia e comodità a servizio dell’igiene

Washlet ovveri wash più toilet. La crasi definisce il vaso sanitario (di solito installato “sospeso”) che combina le comuni funzioni del wc con quelle del bidet. Inventato nel secondo Dopoguerra dal medico svizzero Hans Meurer e pensato inizialmente come supporto per disabili e anziani che avevano difficoltà a spostarsi sul bidet, si è imposto nei decenni successivi in via quasi esclusiva in Giappone.

I giapponesi sono partiti dal modello base del wc con doccetta per poi sviluppare - grazie alle loro innate capacità tecnologiche - una serie di migliorie, optional, funzionalità, che rendono il moderno washlet un oggetto quasi avveniristico.

I modelli di wc con bidet reperibili sul mercato europeo da qualche anno possono essere “customizzati” a piacere in una gamma che soddisfa ogni possibile esigenza funzionale. Il wc giapponese base è dotato di una doccetta, ma non finisce qui...

 

Washlet full optional, una miriade di funzioni

Il washlet si attiva dall'apposita tastiera posta a lato wc o tramite pannello di controllo a muro che può essere dotato di display a cristalli liquidi e adoperato in modalità wireless. La gamma di funzioni  e optional disponibili è impressionante. Innanzi tutto i “getti” d'acqua sono regolabili, programmabili per inclinazione, durata, intensità e temperatura. L'asse è riscaldabile a piacere, mentre il coprisedile può essere dotato di sensori in modo di alzarsi e abbassarsi autonomamente all’allontanamento o all’avvicinamento dell’utente.

Quanto ai rumori o odori molesti, autentico tabù nella concezione del bagno giapponese, il washlet è studiato per rimuoverli: una musichetta suadente si attiva durante l'uso, così come un potente sistema deodorante. E non poteva mancare un sistema di asciugatura regolabile: è comodo, piacevole e fa risparmiare sulla meno performante carta igienica!

E ancora, troviamo modelli che si illuminano al buio, washlet dotati di bluetooth o addirittura di scheda di memoria che si adegua alle abitudini dell'utente: qui siamo al 2.0, già sbarcato anche alle nostre latitudini. Iniziate ad abituarvi all'idea, il futuro è adesso.

 

Washlet: il wc age friendly e inclusivo

Il dottor Meurer aveva visto giusto. Il wc con bidet può aiutare le persone con problemi motori nell'espletare in autonomia le funzioni igieniche di base. In questo senso il washlet può definirsi inclusivo e age friendly, in assoluta linea con la tendenza “universale” del moderno design.

Pro e contro dal punto di vista dell'impatto ambientale: il wc giapponese consuma meno acqua rispetto a wc + bidet tradizionali e ne consegue un minor utilizzo di detergenti e prodotti per la pulizia, ma consuma energia (a proposito: ricordatevi che serve una presa di corrente vicina!). Non a caso tra le impostazioni di ultima generazione c'è la modalità di risparmio energetico.